Salame vichingo - Manuale di Nonna Papera

E' arrivato il venerdì prima di Pasqua. E oggi ci salutiamo per qualche giorno.
Ma non potevo proprio andarmene così, volevo fare una ricetta in copagnia della nonna che tutti abbiamo in comune. Lei che la settimana scorsa, per fare spazio al contest "la via dei sapori", è stata un po' messa da parte.
Ma sappiamo com'è fatta nonna Papera, giusto? Non se la prende mica! Però per Pasqua non poteva mancare questo dolce che, almeno a casa nostra, si fa solo in questa occasione. Di uovo, come le cotolette, ricordate? Sinceramente non sapevo di avere tutte queste tradizioni legate a Pasqua, me ne sto accorgendo in questa settimana.
Ma, Pasqua a parte, questo salame si presta per tantissime occasioni, anche per un gradito regalo quando si è invitati a cena e si scopre di non avere la farina. A me è capitato e mi sono fiondata al supermercato per andarla a comprare di corsa, ma la prossima volta non mi scorderò del salame!
Anzi, fa anche un bell'effetto nella sua carta oleata, legato con dello spago, o magari spolverizzato di farina. Ah no, quella l'abbiamo finita!
Bando alle chiacchiere, vi lascio e ci vediamo la settimana prossima. Passate dei bellissimi giorni.

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venerdì 18 aprile 2014

La pizza pasquale e le tradizioni della mia famiglia "vecchia"

Questa pizza è tradizionalmente il dolce-salato che accompagna le colazioni di Pasqua della mia famiglia.
Ha una grande particolarità per quanto riguarda la mia infanzia: veniva mangiato solo da mia madre. A me e mio padre proprio non piaceva ed è strano, a pensarci ora, a come storcessi la bocca solo a sentire il profumo di quella torta salata.
Era accompagnata dalla corallina, salame che non riesco mai a trovare qui a Milano, e dalle uova sode, tutte accuratamente disegnate la sera prima da noi che, dopo cena, ci riunivamo in questo nostro rituale.
Ma per fortuna c'erano anche i dolci per i palati più tradizionali. La torta variegata e la torta margherita che accompagnavano le mille uova di cioccolata aperte quella mattina.
Diciamo che ci alzavamo da tavola alle 11 se andava tutto bene!
E questa è una cosa che un po' mi manca. La facciamo ogni anno, è vero, e abitando così lontani le feste è d'obbligo passarle insieme, però mi manca passare quegli stessi momenti con la mia famiglia "nuova", non i miei genitori, ma mio marito e mia figlia.
E creare delle tradizioni tutte nostre, festeggiando la mattina di Pasqua soli noi 3. 
Certo, se poi penso che dall'anno prossimo mi separerà un'oceano dalla mia "vecchia" famiglia... bhè, allora ci ripenso subito e mi godo appieno tutti i momenti a casa dei miei genitori dove sono ancora quella che ti sgrida perchè non stai curando l'abbinamento dei colori delle uova sode!

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giovedì 17 aprile 2014

La mia ricetta francese per "la via dei sapori"

Eccomi qui con la mia ricetta francese per il contest a 4 mani "la via dei sapori".
Devo dire che ce n'è stato di materiale su cui lavorare, abbiamo scelto la Francia come prima tappa e con tutti i piatti tipici che ha è stato un caos scegliere solo una pietanza.
Complice il mio viaggio a Parigi dove ho assaggiato di tutto di più di questa gustosissima cucina, la mia scelta è ricaduta su un qualcosa di cui ne sono ghiotta e che ho mangiato a vagonate in qualsiasi ristorante: il patè di fegato per eccelleza, il foie gras.
Ok, ora i miei lettori si divideranno in due gruppi: quelli che storceranno la bocca al solo pensiero e quelli a cui gli verrà l'acquolina.
Perchè se c'è una cosa che è certa è che, per fortuna, non tutti hanno gli stessi gusti!
Io per esempio amo tutti i tipi di fegato ma ancora stoco la bocca per il caviale. Che ci volete fare?
Ma, tornando a parlare del patè, la mia decisione è stata definitiva la mia ultima sera a Parigi, quando ho assaggiato un patè che all'interno aveva un tartufo. Una vera scoperta. 
Il sapore inconfondibile del fegato viene accompagnato da quello forte del tartufo in un'esplosione di sapore, delicato ma deciso, che mi è rimasta impressa per tutta la fine del viaggio.
Avevo ancora in mente quel sapore quando ho tentato l'esperimento: unire al patè di fegato una crema al tartufo, per sentire quel lieve aroma tartufato in ogni boccone.
Certo che il patè di oca o anatra dal macellaio proprio non l'ho trovato quindi ho ripiegato su quello... di pollo!

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mercoledì 16 aprile 2014

I perchè che fanno riflettere e cambiano le tradizioni

Ieri un questito ha attirato la mia attenzione, uno dei tanti perchè della mia bambina è arrivato a non avere una risposta. No, non era una domanda difficile, anzi, era una di quelle davvero stupide. Ma la risposta non la conoscevo e non sapevo nemmeno dare una spiegazione.
Ma veniamo alla domanda e al suo contesto. Ero in cucina intenta a far diventare un carrè di agnello delle cotolette. Si avvicina Cecilia e inizia la sua sequenza (fra l'altro... ma i perchè iniziano già adesso?!!!). "Mamma che fai?" "Taglio l'agnello" "Perchè?" "Perchè così diventano costolette" "Perchè?" "Perchè mi sono scordata di chiederlo a Roberto (il macellaio)" "Pranzo?" "no amore, sono per Pasqua" "pranzo?" "no Cecilia, le costolette si mangiano a Pasqua" "perchè?" "perchè... perchè... non lo so!" "pranzo?" "ma si dai! Pranzo!" 
Ecco qui più o meno il nostro dialogo. Solo che lei se ne è andata tutta contenta dalla cucina e io mi sono arrovellata il cervello sul perchè mangiassi cotolette impanate solo a pasqua. Sapete una cosa, non lo so! Le ho sempre mangiate solo a Pasqua, fin da bambina, e deve essersi insinuata questa cosa dentro me che mi fa scordare che esistono fino all'arrivo di Pasqua, appunto.
Ma non ha senso! E poi sono così buone che veramente mi domando come faccio a scordarmi di loro nel resto dell'anno.
Non lo so, fatto sta che ieri ce le siamo proprio gustate, forse anche meglio che a Pasqua quando a tavola saremo più di 20 e a me arrivano sempre fredde!

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martedì 15 aprile 2014

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I biscotti e la promessa del ritorno a Parigi

Inizio la settimana con una promessa. La promessa è quella di tornare ad accompagnarvi nel mio viaggio gastronomico di Parigi appena finisce il delirio di Pasqua.
Infatti questa settimana il lunedì parigino salta per delle ricette a tema, mentre la prossima ovviamente il lunedì è festa. Ma poi si torna alla carica. E il prossimo post parigino vi farà venire fame solo a leggerlo! 
Però datoc he in fondo mi sento in colpa per aver saltato il post oggi, mi faccio perdonare con una ricetta dolce dolce. 
Dolce ma leggera dato quello che dovremmo affrontare nei prossimi giorni in quanto a mangiate (o dovrei forse dire abbuffate?!!). 
Quindi dei biscotti con farina di riso, che risultano molto più leggeri, ma impreziositi dalle gocce di cioccolata. Perchè alla leggerezza ho voluto abbinare anche il gusto!
A dire il vero in corso d'opera sono stata tentata di aggiungere anche del cacao, ma la fortuna (o sfortuna!) volle che nella mia dispensa non sono riuscita a trovarlo quindi questa ricetta light doveva essere e light è stata!
Con questa ricetta potete anche fare i diamantini, basta rotolare i biscotti nel cacao o nello zucchero e ovviamente fare dei cilindri da mettere in frigo molto più piccoli!
Se invece come me usate degli stampi potete benissimo saltare il passaggio in frigo, specie se andate di corsa!

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lunedì 14 aprile 2014

Le mie prime (povere) colombe

Questo è davvero il mio primo esperimento di colomba.
Un esperimento mezzo fallito a mio avviso, e ora vi spiego subito il motivo.
Vi ricordate, ieri mi lamentavo del mio "giorno no" ma non vi ho spiegato il motivo, presa com'ero dalla sorpresa delle mie amiche.
Ecco, oggi vi spiego il motivo che è anche legato a queste mie prime colombine.
Allora, avevo gente a cena la sera del "giorno no", una coppia di nostri amici di vecchia data, e fino al pomeriggio era andato tutto bene. L'impasto cresceva, la cena era già pronta e solo da infornare verso le 18 e io avevo pulito casa, fatto la doccia a me e al cecio e mi preparavo ad apparecchiare la tavola in maniera un po' più accurata del solito dato che per loro era la prima volta che vedevano casa "nuova". 
Avevo appena finito di apparecchiare con il servizio che apparteneva alla mia bisnonna, delicatissimo, ridotto a soli 4 piatti piani (ma 8 fondi e 12 da frutta!) quando squilla il citofono. 
Non possono essere loro, così in anticipo, mi domando mentre pensavo che ero ancora in tuta.
No, infatti, era un'altra coppia, in verità il ragazzo, un amico di Federico, passato per caso qui a Cernusco gli è venuta la brillante idea di farci visita e con l'occasione di presentarci la sua nuova ragazza (ne cambia una ogni mese più o meno, ormai ho perso il conto). 
E fino a qui poteva anche starmi bene, sono entrati, si sono accomodati e dopo un po' lei mi fa la domanda "ma aspettavate qualcuno? Vedo apparecchiato." Ecco, era impossibile non vedere la tavola dato che salotto e sala da pranzo sono da un capo all'altro della sala. E dopo aver spiegato che sì, avevamo gente a cena, hanno semplicemente chiesto se potevano unirsi.
Ok, forse sono io l'esagerata ma in questi casi non ci si dovrebbe autoinvitare ma aspettare che lo facciano i padroni di casa, giusto? O almeno, io l'ho trovata un po' una sfacciataggine.
Ma vabbè, la roba da mangiare c'era, i posti a tavola anche, sono andata a togliere il servizio della mia bisnonna e abbiamo "aggiunto due posti a tavola".
Ho infornato le mie minicolombe con tutta la delicatezza del caso (mi agito sempre con gli impasti che non conosco al momento di infornare). Metto il timer, mi scuso e vado a vestirmi.
Torno di là e vedo la ragazza del nostro amico che armeggia con il MIO forno. Mi precipito in cucina perchè ho pensato che era successo un macello, che ne so, è bruciato tutto, ha fatto scintille il forno o peggio.
E inevece no, non era successo nulla. Aveva voluto veder la cucina "perchè mi dicono che cucini bene ed ero curiosa" e aveva notato la cena fuori dal forno decidendo, semplicemente, di aprire il forno, levare le colombe, e infornare la cena.
Cioè... aveva levato le mie colombe dal forno. E aveva infornato la cena un'ora prima.
Come non le sia saltata al collo o non le abbia urlato dietro per me resta un mistero. 
Comunque le mie povere colombe non sono per niente lievitate, erano buone ma non alte e soffici. Però la cena si è salvata.
Mi serva da lezione, la prossima volta non ci penso due volte a chiudere a chiave la cucina (o a non far restare gente a cena, ma quello dipende da chi è!!!).

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venerdì 11 aprile 2014

La legge del karma

Ci sono dei giorni in cui si ha voglio di urlare contro tutti, in cui sembra che anche dopo una gran fatica non se ne viene nulla se non un gran mal di testa a fine giornata.
Ecco, ieri è stato il mio "giorno no" della settimana. 
Ho una teoria sui giorni no, l'ho ideata da piccola quando succedeva qualcosa di tremendo (leggi: un brutto voto o una delle tue amiche che ti parlava alle spalle) allora, funziona così: se oggi è successa una cosa che mi ha reso brutta la giornata, domani ne succederà una bella per compensare. 
A volte pianificavo anche le mie interrogazioni così, ero alle medie, dai miei ricordi, e mi sembrava di aver dato un senso alle brutture della vita con questo metodo.
Ora la penso in un modo un po' diverso ma spesso mi ritrovo a pensare che, se oggi mi è andato male quelcosa, domani andrà decisamente meglio. 
E il karma (che, benchè mi rincresce, non ho decisamente inventato io) mi ha appena fatto visita.
Suona il postino (sorvoliamo sul fatto che sono scesa in vestaglia) e che mi arriva per posta? Una colomba che mi hanno mandato le mie amiche che non vedo a Pasqua. C'è anche un bigliettino di accompagnamento che non vi leggo tutto ma la frase finale, quella che mi ha cambiato ancora in meglio la giornata: "appena arriva il pacco avvisaci, la sera stessa ci facciamo una fetta tutte insieme via skype"!
Che aggiungere... il metodo funziona!!! Provare per credere.
Tornando a parlare di ricette vi lascio con il "coniglio pasquale", ricetta di mia nonna che non mancava mai nei suoi pranzi di Pasqua e Pasquetta.

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giovedì 10 aprile 2014

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La via dei sapori - i gadget!

     
E per farvi venire ancora più voglia.... ecco qui i printables del progetto!
Come si fa a dire di no a un'offerta del genere? ;-)

A parte gli scherzi, abbiamo pensato di rendere il progetto più colorato e di fare anche un pulmino 3D oltre alle soltite tag e bandierine.
Il mio pulmino è già stato stampato e distrutto più volte perchè finisco sempre per darlo in mano a Cecilia.
Oggi stampo anche il set dedicato alla Francia, vediamo se la torre sarà più fortunata!

Ovviamente questi set sono disponibili per tutti coloro che decidono di salire sul pulmino ma non sono obbligatori. Di mese in mese cambieremo nazione quindi anche il set ad esso dedicato, mentre quello di base (con tanto di pulmino) rimane sempre quello.

Buon divertimento!

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mercoledì 9 aprile 2014

La via dei sapori


Questo è il mese delle novità e degli "appuntamenti fissi" con le rubriche e i progetti del blog.
Sono partita a mille con tante idee da fare e condividere con voi e poi ho pensato bene di fare un progetto si, un altro, ma stavolta a quattro mani.
E allora, dopo essermi confrontata con l'ardua scelta del compagno di viaggio, fra tutti i food blogger che conosco la decisione è ricaduta su una persona che sento molto vicina, sia come modi di fare e di scrivere, sia come mamma e persona: Serena di Sfizi e Vizi.

Con lei abbiamo pensato ti tenervi compagnia in un progetto comune che abbiamo ideato in un periodo di "tecnologia a 0" dato che io ero senza computer e lei con il tablet mezzo morto. Eppure ce l'abbiamo fatta!
Un fitto scambio di mail anche negli orari più disparati, un grande aiuto da whats'app con le questioni più pratiche e urgenti ed ecco che piano piano prendeva forma il nostro progetto.

Un progetto che dura 12 mesi, un anno.
Un anno di scoperte in giro per il Mondo, in tutti i sensi, che ci porterà a studiare una nazione al mese, certo, le nazioni sono state già selezionate fra di noi, mentre voi avrete il piacere della scoperta mese per mese.

Un anno insieme, ma anche separate. Perchè la ricetta che sceglieremo per rappresentare la nazione sarà diversa, sarà quella che ognuna di noi ritiene più opportuna, o più vicina, o a cui è più legata dai ricordi di quella nazione.

E ora via con questo primo mese!
Si parte anche se un po' in ritardo questo mese, ma vi portiamo in Francia. 
E con la Pasqua e i ponti già siamo stretti di tempi dato che l'ultimo mercoledì del mese sarà messa online la ricetta.
Però dal mese prossimo sarà più semplice perchè annunceremo la nazione ogni 1° mercoledì così si avrà tutto il tempo per pensare, per studiare e... per scattare ovviamente.

E ora sta a voi la scelta, decidete di salire sul nostro pulmino per la via dei sapori o sarete solo degli spettatori in questo viaggio?


Si avvicina Pasqua e... me ne sono accorta solo oggi!

Si avvicina Pasqua a grandi passi e mai come quest'anno sento il tempo scorrere più velocemente del solito.
Sarà perchè sono settimane che non mi fermo, sarà perchè ho fatto e disfatto tante valigie nello scorso mese o semplicemente perchè a forza di feste e party (per Cecilia e non solo), non ho ancora avuto un we libero dalla cucina.
Per carità, sono anche autolesionista e preferisco sempre cucinare io stessa piuttosto che ricorrere a dei catering o della semplice pizza (senza nulla togliere a questi!) ma anche la soddisfazione di far da mangiare vuole la sua parte. E poi quando ti fanno i complimenti per la cena... bhè, questo solo ripaga le fatiche, non trovate?
Comunque Pasqua non aspetta di certo me e benchè me ne sia accorta solo ora (e devo dire grazie ad altri blog che hanno iniziato a prepararsi a Pasqua) ecco, meglio tardi che mai, inizio anche io con le mie proposte pasqualine.
La prima è un antipasto un po' diverso dal solito, dei biscotti salati dal gusto molto forte che ben si sposano con un antipasto con salumi e affettati. Io ne ho fatto un centrotavola con la mia orchidea, ma potete benissimo prendere dei rami di ciliegio fioriti, molto adatti per la festività, o semplicemente metterli sui tovaglioli, uno per ogni commensale. 

Questi biscotti sono piaciuti a tutti tranne che alla mia bambina ma il pepe rosa decisamente non rientra fra i suoi gusti preferiti!

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martedì 8 aprile 2014