Casoeûla

Dopo 4 anni e mezzo che abito a Milano mi sono sentita quasi in obbligo di fare questo piatto. 
Un piatto lungo, faticoso e che sporca così tante pentole da pentirsi subito di averlo scelto! Però al primo assaggio si fa perdonare qualsiasi cosa.
Da fare nel week end o quando si ha tempo da dedicarci. Tanto tempo.
Piatto povero della tradizione milanese, con un nome che sembra facile ma non lo è, vi giuro. Provate a pronunciarlo come i milanesi e vi rideranno in faccia.
Ma buono e tipicamente invernale. E dato che questa settimana con tutta l'acqua che è venuta giù di uscire proprio non ne avevo voglia, una mattina mi sono chiusa in cucina e questo il risultato.
Certo, poi ho passato il pomeriggio a rotolare sul divano. Ma questa è un'altra storia.
L'unica altra volta che avevo assaggiato la casoeûla era stato a casa di amici dei miei genitori. Mi è rimasto impresso il fatto che, pur odiando la verza, in questo piatto l'avevo trovata buonissima.
Al ristorante non l'ho mai provata e mi raccontano ci mettono anche le orecchie del maiale e no, non so se potrei farcela.
Per i tempi calcolate circa tre ore.
Per accompagnare, io che adoro la senape, ho voluto accompagnare parte della casoeûla con quella calvè. E sono stata seguita a ruota da mio marito!

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venerdì 21 novembre 2014

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Kardemommesmåkager

Buongiorno a tutti, oggi vi propongo un altro tè della collezione "Pleasure Collection" di lipton, forse quello che mi è piaciuto di più, il tè verde "Macaron al Limone". 
Un gusto dolce ma fresco, delicato e leggero, come piace a me.
A questo tè ho voluto abbinare i biscotti al cardamomo, delicati e saporiti, perfetti sia per la colazione che per una merenda veloce.
Sono biscotti morbidi, una delle tante varianti che ci porta la Finlandia, dove il cardamomo e le spezie in generale, insieme alle bacche, caratterizzano i loro dolci.
Questi forse sono meno conosciuti ma come li ho visti me ne sono innamorata e amando il cardamomo, non poteva essere altrimenti!
La cosa bella è che si fanno in poco tempo e si possono mangiare quasi subito, il tempo di una seconda infornata e già la prima viene dimezzata!
Cecilia è stata in grado di mangiarsene 5 prima che mi accorgessi che era arrivata al piano della cucina! Direi che le sono piaciuti!
L'abbinamento con il tè è nato dal profumo di questi biscotti appena sfornati, la mattina avevo bevuto una tazza di questo tè e mi era rimasto impresso quell'aroma particolare. Infatti la mattina dopo la mia colazione è stata questa che vedete qui sopra! E sia che li inzuppate, sia che amate i biscotti mangiati a secco, si sposano alla perfezione con questo tè, provare per credere!

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mercoledì 19 novembre 2014

Blogger planner 2015

Buongiorno a tutti e buon inizio di settimana!
Oggi un post diverso perchè mi sponsorizzo da sola!! 
Sapete che ho un mio negozio etsy dove metto in vendita le cose che creo, spesso legate al blog, e se non lo sapete vi lascio il link per sbirciare BeePrinted, così mi dite cosa ne pensate! Fra l'altro per i lettori del mio blog c'è uno sconto del 20% su tutta la merce, con il codice di: BLOGARCHITECHOFTASTE 
Ma torniamo a quello che voglio dirvi veramente... allora, già l'anno scorso avevo fatto un planner da stampare e ha avuto un discreto successo quindi ho pensato bene di replicarlo e... di farne anche un altro con una grafica tutta nuova!
E dato che ci ho lavorato per una mesata buona, fra idee nuove e vecchie che mi sono venute in mente in questo anno di blog, alla fine ho pensato che, da blogger a blogger, potesse servire anche a voi!

E questo il motivo del post.

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lunedì 17 novembre 2014

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Risotto alla zucca con taleggio e salvia

Per finire la settimana ti propongo un abbinamento insolito. Ma neanche troppo se segui le ricette (e gli accostamenti) del mio blog.
Una seconda collaborazione con l'azienda vinicola Francesco Quaquarini mi ha portato alla scoperta di un nuovo prodotto che sarà presente spesso sulla mia tavola.
Sto parlando del vino spumante dolce Sangue di Giuda.
Si presenta di colore rosso rubino carico, con brillanti riflessi violacei, un colore intenso che subito cattura l'attenzione, peccato per aver catturato poche bollicine, ma appena versato ha una spuma abbondante e persistente che gli conferisce davvero un'immagine golosa e accattivante.
Il sapore è ovviamente dolce, l’aroma è fine, con una piacevole fragranza di spezie e frutta fresca e il sapore pieno persiste in bocca con un gusto dolce e carezzevole. 
E dispetto di quanto si potrebbe pensare a leggere la descrizione ho preferito abbinare questo vino spumante dolce a un piatto salato.
"Salato" in effetti è una parola un po' grossa dato che ho usato la zucca ma un primo piatto non è la scelta più ovvia per questo vino.
E invece la scelta si è rivelata ottima. Il sapore dolce della zucca, ammorbidito anche dal taleggio, si è sposato perfettamente con la dolcezza del vino in questione.
Certo che partivo un po' avvantaggiata scoprendo come un risotto potesse essere il compagno perfetto di un vino dolce in questo post. Ma stavolta l'abbinamento è stato un po' più azzardato. Un risotto abbastanza classico è stato reso più saporito sia sfumandolo, sia accompagnandolo da un bicchiere di questo spumante.

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venerdì 14 novembre 2014

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Torta morbida all'uva senza uova

Oggi vi presento il primo tè della nuova collezione "Pleasure Collection" di Lipton.
La collezione dei nuovi tè aromatizzati Lipton Pyramid® è a golosi dolcetti, sono quattro gusti, tutti con un profumo da far venire voglia di mangiare l'intera scatolina!
Nel dettaglio troviamo: Tè nero Muffin ai Mirtilli - Tè verde Cupcake alla Fragola - Tè nero Pere e Cioccolato - Tè verde Macaron al Limone.
Devo dire la verità, non sapevo proprio quale "attaccare" per primo! 
Ma alla fine ho scelto, spinta molto dal mio amore per il dolcetto al quale è ispirato. E infatti il "Tè verde Cupcake alla Fragola" non mi ha delusa, anzi!
Ho preferito berlo al naturale, senza l'aggiunta di zucchero o miele o altro dolcificante per poterlo assaporare meglio e alla seconda tazza già mi immaginavo il dolce da abbinarci.
Ed eccolo qui, o meglio eccola, dato che si tratta di una torta.
Una torta morbida all'uva fragola, senza uova per non farla troppo pesante e con l'aggiunta di gocce di cioccolato che a mio avviso ben si sposavano con l'aroma del tè.
Perfetta sia per l'inzuppo sia per essere mangiata con coltello e forchetta. Io ho fatto metà e metà, mia figlia l'ha praticamente tuffata nel tè! 
L'uva fragola è stata un dolce accostamento a questo tè e mi ha piacevolmente sorpreso di come i due sapori rimangono ben distinti in bocca. In generale l'impasto della torta è semplice e non copre nessun sapore, un altro motivo per cui ho deciso di non usare uova, l'unica differenza la fanno le gocce di cioccolato.
Ma il cioccolato si sa, sta bene con tutto!

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mercoledì 12 novembre 2014

Gai Moulin Bistro

Buona settimana a tutti! 
Per il mese di novembre ho deciso di riprendere in mano le mie rubriche del lunedì, che si fermeranno di nuovo a dicembre in vista del Natale.
Ti riporto a Parigi, nelle ultime mete gastronomiche che ho visitato e che voglio condividere con te.
Oggi si va da "Gai Moulin Bistro" un posticino dietro nel quartiere Le Marais. Tipico locale parigino, molto accogliente e intimo. Il personale gentilissimo appena seduti ci ha detto che la precedenza l'avrebbe avuta Cecilia su tutta la linea! Infatti l'anno davvero coccolata, le hanno portato giochini, colori e la sua pasta era una pasta baby, di quelle che si cuociono in pochissimo tempo. E dato come vengono di solito guardati male i bambini nei ristoranti parigini queste attenzioni mi hanno davvero fatto piacere.
E' vero che il piatto di Cecilia non l'ho fotografato... ma alla fine la pasta era al pomodoro, più semplice di così!
Ma torniamo ai piatti principali... il menù non ha vasta scelta, però ci sono piatti sfiziosi e a prezzi modici. E cosa abbiamo preso?
Tanto per cominciare una specialità francese che ancora non avevo provato!

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lunedì 10 novembre 2014

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Pasta sabbiosa al forno

Ce l'ho fatta. Ho trovato la ricetta del cuore con l'emmental per #noiCHEESEamo di Formaggi Svizzeri con Peperoni e Patate!
Non è stato facile, lo ammetto, ma alla fine ho trovato una ricetta per me storica, quella che mi ha "introdotto" all'uso dell'emmental in cucina.
Qui si parla invece della sorella di mia nonna paterna, da me chiamata "zia Elena" perché mio padre la chiamava così. Allora, dovete sapere che zia Elena era andata a vivere in America sposandosi un generale americano a 19 anni. 
A 7 anni conobbi questa zia perché andammo a trovarla a Los Angeles e me ne innamorai perdutamente. Una persona che nulla aveva a che fare con mia nonna, era una giocherellona, si metteva una parrucca diversa ogni giorno e cantava sempre. 
L'anno seguente venne a trovare mia nonna che si era ammalata ed era in ospedale e io rimasi a casa con lei per un week end. Ecco, i miei ricordi più belli di quella donna sono legati a quel week end, quello in cui mi spiegò che in America le mancavano tre cose: la famiglia, il prosciutto e... l'emmental! Allora, a 8 anni, per me i formaggi erano un qualcosa di sconosciuto perché pensavo non mi piacessero. Il parmigiano sulla pasta e la ricotta erano gli unici che mi avevano convinta. Il resto mai assaggiato. Mi ricordo andammo a fare la spesa perché riteneva il cibo a casa di mia nonna troppo sano. Poi comprammo una videocassetta (i goonies!) per la serata.
Ma la cena fu qualcosa di unico. Comprò dei crackers, il famoso emmental, l'amato prosciutto e mi fece scegliere il formato della pasta. A casa cucinammo insieme e mi mise proprio a tagliare l'emmental. Alla fine non resistetti all'odore e ne assaggiai un pezzetto, non vista ovviamente. Buonissimo! Il problema era dirlo a zia, quando avevo visto il formaggio avevo detto che mai l'avrei assaggiato! 
Ma alla vista della teglia appena uscita dal forno mi fece fare una faccia così vogliosa che zia me ne servì subito una porzione! E ve la spiego come me la ricordo allora, la teglia aveva sotto la pasta uno strato di crackers e formaggio, la pasta era condita con panna e prosciutto e l'emmental era grattugiato sopra. Una delizia per gli occhi e per il palato.
Mentre la mangiavamo, con i piatti in mano, per terra in attesa si avviasse il videoregistratore di mia nonna, mezzo rotto, mi raccontò che quella pasta era l'unica cosa che sapeva cucinare il marito e il primo anno di matrimonio l'aveva mangiata tantissime volte ma con un formaggio americano (anni dopo capì di quale formaggio parlava!) ma lei ogni volta diceva che con l'emmental sarebbe stata ancora più buona.
Ecco, posso dire che ho provato a fare entrambe le versioni e aveva ragione mia zia, ma chissà, il fatto che io mi sia innamorata dell'emmental può influenzare il mio giudizio!
E nel corso degli anni la ricetta è stata conservata nel mio cuore fino a quando mi sono sposata e in una cucina tutta mia ho provato a rifarla "a memoria". Quella di oggi è la mia variante, a mio avviso la migliore combinazione, anche se devo ancora farla assaggiare a mia zia, che nel frattempo ha trovato l'emmental anche a Los Angeles!

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venerdì 7 novembre 2014

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La via dei sapori: Finlandia

Dopo questi due mesi pieni di ricette inglesi, eccoci arrivati alla nuova tappa del nostro viaggio.
Ma pazientate ancora qualche riga, prima di tutto voglio fare il punto della situazione.
Allora, la scelta di lasciare due mesi di tempo si è rivelata vincente, tante le ricette che ci sono arrivate, tanto l'entusiasmo del tempo prolungato e tutto il lavoro lo trovate raccolto in questo pdf.
Io me ne stamperò una copia da tenere fra le altre proprio perché c'è un bel ventaglio di ricette dalle quali scegliere un intero menù in perfetto stile inglese.
E i più golosi saranno contenti, più della metà sono dolci!!
A voi il pdf, e grazie ancora una volta per aver partecipato così numerosi.

Ma eccoci giunti alla nuova tappa. Questa è stata un po' facilitata perchè in questi due mesi di mezzo c'è dicembre, il mese del natale, quindi non potevamo che scegliere un paese del nord.
Babbo Natale, ma anche renne, neve (tanta!), laghi e le incredibili notti bianche. Siete pronti? Si parte per la Finlandia!!

Le regole sono sempre quelle, poche ma buone:

  • Postare una ricetta dolce o salata entro il 31 maggio inserendo il banner e il link ai due blog (architect of taste e sfizi e vizi
  • Lasciare un commento sotto questo post o in quello di Serena con il link 
  • Opzionale: prelevate il set da stampare e aggiungetelo alla presentazione del piatto 

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    mercoledì 5 novembre 2014

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    Biscotti salati che riescono sempre

    Quest'anno per #noiCHEESEamo, organizzato da Formaggi Svizzeri e Peperoni e Patate c'è da scegliere la ricetta del cuore.
    Ricetta del cuore, più facile a dirsi che a farsi. Tante, troppe ricette sono entrate nel mio cuore nel corso della mia vita e non è semplice scegliere. Sceglierne due, una per ogni formaggio.
    E la differenza fra i due formaggi ve la spiego tramite gli occhi di mia figlia. Quando sono arrivati ne ho tagliato subito qualche fetta approfittando del fatto che il corriere li ha consegnati a mezzogiorno. Subito Cecilia ha preso al sedia e si è messa in cucina vicino a me con le sue mille domande (fra l'altro... ma finirà mai il periodo delle domande a raffica?). Alla fine ha infilato le dita nell'emmental e ha detto che era il formaggio con gli anelli. E io subito "e l'altro?" lei "l'altro no, no buco no anello". Ecco, mi ha fatto ridere un bel po'.
    Certo che la differenza è anche nel sapore, il groviera è più salato, l'emmental più acidulo. Il groviera poi è più morbido e il suo sapore persiste più a lungo. L'emmental per contro è più versatile e in cucina se ne fa largo uso.
    Di ricette con l'Emmental ne ho tante, devo sceglierne ancora una che più mi appassiona e alla quale sono più affezionata. Ci riuscirò, ne sono certa!
    Per quanto riguarda Le Gruyère invece alla ricerca della mia ricetta del cuore me ne sono subito ricordata una, nata per caso anni fa da "fidanzatina alle prime armi" e poi replicata non so quante volte.
    Niente di troppo elaborato o particolare, una ricetta così facile che l'ho preparata anche alla nascita di mia figlia con immenso stupore di chi mi veniva a trovare per conoscere la piccola. E meno male che di solito venivano verso sera, dopo il lavoro, non so come mi sarei giustificata se fosse venuto qualcuno per il tè.
    Replicata sempre prima di partire per un viaggio in macchina o quando mi scordo di prendere qualcosa per l'aperitivo o l'antipasto di una cena con ospiti. Eh si, capita anche quello.
    Ma tutto questo è per introdurvi i miei biscotti, che non sono dolci ma salati. E chi mi conosce sa che ho il debole per le cose sfiziose e salate.
    Ricetta del cuore dunque perchè mi ha salvato più di una volta rivelandosi sempre una scelta vincente, ho scritto più e più volte la ricetta di questi biscotti su un foglietto per darlo a chi se ne era innamorato. E ricetta del cuore perchè mi ricordo la prima volta che li ho fatti, per quello che anni dopo sarebbe diventato mio marito, e la sorpresa nello scoprire che non avevo fatto un pasticcio ma anzi, erano davvero buoni! E ancora ricetta del cuore perchè è stato il primo biscotto salato che ho voluto dare a mia figlia (senza pepe ovviamente per lei!) e di come, benchè di soli 9 mesi, se ne è mangiati ben tre!
    Ecco, questi i motivi e questa la ricetta che spero entri anche nelle vostre famiglie.

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    lunedì 3 novembre 2014

    Hamburger di Halloween!

    Ci siamo arrivati finalmente! Halloween!!! E sono così felice di questa festività!
    Certo, quest'anno niente festa per noi e, ad essere sincera, ho anche lasciato perdere il costume di Cecilia. Un po' mi dispiace, ma dato che siamo in casa solo noi e non abbiamo nulla in programma, sinceramente non mi andava di buttare i soldi in una maschera che tanto non avrebbe usato. Il pomeriggio andremo al parco giochi e l'unica cosa halloweenosa che indosserà sarà un cappellino a forma di zucca che ho fatto ai ferri. Già ha fatto sorridere tutti ieri al supermercato, ma oggi fra tante maschere sarà un po' meno notata.
    Certo, poi c'è da vedere se ci saranno tutti questi bambini vestiti a tema. L'anno scorso un gruppetto mi ha citofonato verso sera ed erano tutti mascherati, ma il pomeriggio mi ricordo che quasi nessuno lo era. Cecilia si però. D'altronde che gusto c'è a fare un costume se poi lo metti solo qualche ora? Io mi ricordo, non ad halloween, che non c'era ancora qui in Italia, ma a carnevale dalla mattina a scuola non mi toglievo il vestito fino la sera! E questo si ripeteva tutti e tre i giorni. Chissà se i tempi sono cambiati e se a scuola ora fanno fare le festicciole e fanno vestire i bambini. Mi toccherà diventare rappresentante di classe!!
    Vabbè, torniamo al presente e a questa giornata! Che fate di bello oggi? Noi niente di che, una cena "mostruosa" anche se ancora sono indecisa su quale piatto portare in tavola, un film e tante coccole fra padre e figlia dato che mio marito parte per 9 giorni. Ma domani vengono i miei a tenerci un po' di compagnia e speriamo che un pochino riescono a distrarre Cecilia dalla lontananza con il padre.

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    venerdì 31 ottobre 2014

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